Ci sono imprese che non fanno notizia ogni giorno, non riempiono le piazze con grandi annunci e non hanno bisogno di urlare per farsi riconoscere. Eppure, sono lì, da decenni, a tenere insieme lavoro, famiglia, competenza e identità. Sono quelle attività che una comunità rischia di dare per scontate fino al giorno in cui spariscono. Solo allora ci si accorge che non era semplicemente un forno, una pasticceria, un laboratorio, un molino, una bottega o un’officina. Era un pezzo del territorio.
Nel 2025 Confartigianato Imprese Rieti ha dedicato a questo mondo un’iniziativa dal titolo eloquente: “Eredi di un’arte antica”. Non un semplice evento celebrativo, ma un riconoscimento pubblico a imprese artigiane della provincia di Rieti con oltre quarant’anni di attività e un concreto passaggio generazionale. È un punto di partenza importante per raccontare il territorio in modo serio, perché mette al centro nomi reali, storie reali e comunità reali.
Tra le imprese premiate compaiono realtà del Comune di Rieti come la Famiglia Fiori della Pasticceria Fiori, Roberto Melchiorri di Labart srls e Simone Scasciafratte di Scasciafratte sas. Accanto a loro anche realtà della provincia come il Molino Santa Susanna di Rivodutri, Foto Marcelli di Poggio Moiano, Pirotecnica Morsani di Belmonte in Sabina, il Ristorante da Lina 1905 di Stimigliano e l’Officina Cra di Forano. Già questa lista racconta una cosa molto precisa: il territorio reatino non è fatto di un solo centro, ma di una costellazione di paesi, famiglie, laboratori e competenze distribuite.
La Pasticceria Fiori, per esempio, racconta una storia cittadina che parte dal 16 maggio 1984, quando due vetrine di Viale Matteucci a Rieti diventano il luogo di una passione: i dolci. Oggi quella realtà non è solo un’attività commerciale. È un riferimento affettivo per molte persone. Le pasticcerie storiche, nelle città di provincia, sono luoghi dove si intrecciano ricorrenze, compleanni, colazioni, incontri, domeniche in famiglia e momenti di festa. Ogni territorio ha bisogno di questi presidi, perché sono luoghi in cui il consumo non è mai soltanto consumo. È abitudine, memoria e relazione.

Il Molino Santa Susanna di Rivodutri porta invece il racconto fuori dal centro urbano e lo lega a un elemento potentissimo: l’acqua. Il molino si trova presso la sorgente di Santa Susanna e svolge macinazione ad acqua. Le sorgenti, secondo quanto racconta l’azienda, erano già conosciute in epoca romana. Qui la produzione non è soltanto trasformazione della materia prima. È rapporto con un paesaggio, con una risorsa naturale e con una memoria agricola. Farina, grano, acqua e lavoro diventano una narrazione concreta del territorio.
Questa è una delle chiavi più importanti per 100xcentro: promuovere le imprese locali non significa soltanto elencarle in una pagina. Significa spiegare perché esistono proprio lì. Perché quel prodotto nasce in quel luogo. Perché quella lavorazione ha senso dentro quella comunità. Perché un molino a Rivodutri non è uguale a un molino qualsiasi. Il territorio non è uno sfondo. È parte della produzione.
La Pirotecnica Morsani di Belmonte in Sabina aggiunge un altro linguaggio ancora: quello dello spettacolo, della festa e della meraviglia. La storia dell’azienda viene fatta risalire al 1880, quando il bisnonno Reginaldo avviò una piccola fabbrica di fuochi d’artificio in provincia di Rieti. Oggi la famiglia Morsani racconta un percorso che unisce passione tramandata, sperimentazione, innovazione e riconoscimenti anche internazionali. È un esempio perfetto di come una competenza locale possa uscire dai confini del proprio paese senza perdere la radice da cui proviene.
Poi ci sono imprese come Labart, legate a lavorazioni di incisione, grafica, stampa, targhe, coppe e premiazioni. Sono attività spesso meno raccontate rispetto alle produzioni più “romantiche”, ma indispensabili nella vita quotidiana di un territorio. Dietro una targa, una premiazione, un’insegna, un riconoscimento sportivo o una stampa per un evento c’è un lavoro tecnico che accompagna scuole, associazioni, enti, imprese e manifestazioni locali. Anche questo è territorio. Anche questa è economia di prossimità.

Il valore di queste imprese non è soltanto nel prodotto finale. È nel fatto che resistono al tempo, alle crisi, ai cambiamenti dei consumi e alla difficoltà di mantenere viva un’attività familiare. Un’impresa che supera i quarant’anni non ha semplicemente venduto qualcosa per molto tempo. Ha attraversato generazioni di clienti, modifiche del mercato, cambiamenti tecnologici, costi crescenti, trasformazioni urbanistiche e nuove abitudini di acquisto. Ha dovuto imparare a restare riconoscibile senza restare ferma.
Il passaggio generazionale, infatti, è uno dei temi più delicati e importanti. Quando un figlio, una figlia, un nipote o un collaboratore raccolgono il testimone, non ereditano solo un’insegna. Ereditano responsabilità, reputazione, debiti di fiducia, gesti imparati osservando e un modo di stare dentro la comunità. Non sempre è facile. A volte la nuova generazione deve innovare senza tradire, cambiare senza spezzare, digitalizzare senza cancellare il valore umano che ha reso quell’attività riconosciuta.
Per questo le imprese storiche reatine dovrebbero diventare contenuto permanente. Non una notizia da archiviare dopo l’evento. Non un premio da dimenticare dopo la foto di rito. Ognuna di queste realtà può diventare una scheda, un’intervista, un video, un incontro pubblico, una visita, una testimonianza per le scuole, una tappa di un percorso di scoperta del territorio.
100xcentro può essere utile proprio qui. Può trasformare il riconoscimento pubblico in promozione continua. Può prendere queste storie e renderle accessibili a chi vive a Rieti, a chi arriva da fuori, a chi cerca esempi di impresa locale, a chi vuole conoscere la provincia oltre le sue cartoline più immediate. Una piattaforma territoriale deve fare questo: non limitarsi a dire che il territorio è ricco, ma dimostrare dove, come e attraverso chi questa ricchezza prende forma.
Le imprese storiche non sono il passato del territorio. Sono la prova che il territorio può avere futuro quando riesce a non disperdere ciò che sa fare meglio.